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ESTRAZIONE DELL’ORO

Posted by valeria pinto on aprile - 3 - 2014

L’estrazione dell’oro dai suoi minerali diventa economicamente conveniente quando la concentrazione del metallo è superiore a 0,5 ppm (0,5 grammi per tonnellata); nelle grandi miniere a cielo aperto la concentrazione tipica è compresa tra 1 e 5 ppm; per i minerali scavati in miniere, la concentrazione media è circa 3 ppm. Per essere visibile a occhio nudo in un suo minerale l’oro deve avere una concentrazione di circa 30 ppm; questo spiega perché perfino nelle miniere d’oro è poco frequente vederlo. L’oro è estratto dai depositi alluvionali per dilavamento, e dai minerali rocciosi per metallurgia estrattiva. Spesso la raffinazione del metallo si accompagna alla clorurazione o all’elettrolisi. Sin dal 1880 il Sudafrica è stato la fonte di circa due terzi dell’oro estratto nel mondo. La città di Johannesburg è stata costruita alla sommità di uno dei più grandi giacimenti del mondo. I giacimenti negli stati sudafricani dell’Orange e del Trans Vaal sono invece tra le miniere più profonde del mondo. La guerra Boera del 1899-1901 tra i boeri e i britannici fu in parte dovuta ai diritti di sfruttamento e ai contenziosi aperti sulle proprietà delle miniere sudafricane. Tuttavia, a partire dal 2007, la posizione di predominio del Sudafrica è stata superata dalla Cina, la cui produzione nel 2008 è giunta fino a 260 tonnellate di oro, con un incremento del 59% a partire dal 2001.[9] Tra gli altri maggiori produttori figurano gli Stati Uniti (principalmente nel Dakota del Sud e in Nevada) l’Australia (principalmente nello stato dell’Australia Occidentale), il Perù e la Russia[9][10]. In Italia, l’oro, in piccole quantità, si trova nei fiumi, quali il Po e il Ticino. Nelle viscere del Monte Rosa si trova un giacimento superiore a quelli attualmente più produttivi (presenti in Sudafrica). Tuttavia, a causa di problemi ambientali, di sicurezza e di costi, tale oro non è attualmente sfruttato. Tale giacimento fu invece attivamente coltivato fin da epoche antiche (con estrazione di oro da pirite e arsenopirite aurifera) scavando progressivamente oltre 60 km di miniere in galleria (secondo alcune fonti oltre 80 km) in Piemonte a Macugnaga, in Valle. Tra queste la miniera d’oro della Guia nella frazione Borca, oggi accessibile a visite guidate. L’ultima miniera attiva di Macugnaga, nella frazione Pestarena (in attività probabilmente dall’epoca romana), fu chiusa nel 1961 a seguito di un incidente. Anche in Valsesia fu estratto l’oro del Monte Rosa. Altri piccoli giacimenti sono stati quelli in val d’Aosta (Arbaz, Challand-Saint-Anselme) e l’ultimo giacimento di oro oggetto di coltivazione in Italia fu quello di Furtei nella provincia del Medio Campidano, chiuso nel 2008. Prospezioni di tipo geofisico hanno dimostrato che l’oro è abbastanza frequente, in bassissime concentrazioni, in varie zone della Toscana, della Sardegna e di altre regioni. L’Italia è un modesto produttore di oro. In compenso, dal 1998, è stata il maggiore trasformatore di oro al mondo, con una media di 450-500 tonnellate lavorate ogni anno.